Torna sù

Da questa stupenda località francese, cominciano i nostri pellegrinaggi alla ricerca del posto magico per la mountain bike.

Inizialmente l’obiettivo del viaggio era Sauze d’Oulx, ma un fuoriprogramma ci ha fortunatamente portati in Francia, paese dove come in nessun altro esiste il rispetto per la montagna e per i ciclisti.

Scaricate le bici dall’auto si parte con la funivia. Da quassù abbiamo il primo assaggio delle piste, del panorama e di quello che sanno costruire i francesi. Le piste sono straordinarie, sentieri lavorati all’inverosimile, salti costruiti con muretti a secco, passaggi da fotografia. Notiamo anche qualche bella parete arrampicabile…

Ma ora si sale in bici. Ci dobbiamo riscaldare, partiamo con uno dei sentieri facili, tutti i sentieri sono magnificamente segnalati, ed è impossibile perdersi.

Mmm… qui in Francia ‘facile’ non vuol dire noioso, la pista è bellissima, tutte le curve perfette, raccordate magnificamente, e il terreno tirato a biliardo, queste piste ‘facili’ le fanno anche i bambini, ma di certo fanno sballare gli adulti!

Bene, ma ora vediamo dove osano mettere le ruote i francesi e quindi: Pista Nera.

Iniziano i rocky garden e la pendenza diventa cattiva. Pietre, curve in contropendenza e terreno smosso rendono questa pista non da tutti, ma di certo non ci sono difficoltà equiparabili a certe piste dove giriamo di solito.

Beh se la nera non è poi così ‘nera’, concentriamoci sulle altre piste, cavolo sono migliaia!!! Ricche di salti, sponde perfette, un flow pazzesco, mai rettilinei inutili, passerelle, salti, step up, drops piccoli, medi, grossi, e alcuni paurosi (uno da più di 4 metri, con atterraggio perfetto, ma da lasciare ai professionisti) e poi ancora curve…

Che dire, questo posto è fantastico, di certo l’agonista di Downhill non troverebbe il tracciato giusto per lui, ma chi vuol divertirsi con tutto ciò che è freeride: libertà, natura, paesaggi e tanto flow, deve assolutamente fare tappa qui!

Sbalorditivi i servizi: lavaggio bici, fontana con acqua talmente fredda da ustionare, impianti comodi, veloci, gestiti da persone gentilissime e paese molto accogliente (c’è anche piscina e golf per ‘parcheggiare’ mogli/fidanzate/amanti).

Ora la giornata è finita, e ci rimane il dubbio se trovare o no una scusa per non ritornare a casa, rimanere qua a vita, perchè c’è tutto ciò che ci rende Vivi!

Per maggiori informazioni www.montgenevre.com oppure: www.alpibikeresort.com.

Riders:

Paolo Robotti

‘Rasta’ David

30.06.2009

l’animale dell’arrampicata

La figura di Emilio Comici (1901-1940) è qualcosa di assolutamente irripetibile, di isolato. Non tanto, o meglio, non solo perché fu il primo ad aprire una scuola di alpinismo (1929) o uno dei pochissimi a praticare in maniera studiata un allenamento specifico per l’alpinismo, cosa quest’ultima che suscitò aspre critiche da parte di molti suoi contemporanei, tra cui Ettore Castiglioni.

Emilio Comici, per quanto figlio del tempo suo nel linguaggio, nella retorica e nella concezione ancora militaristica della montagna, resta tuttavia un alieno. Infatti la sua figura è spesso accostata a Paul Preuss (1886-1913), il quale rifiutava qualsiasi mezzo artificiale nella scalata, persino la corda doppia, perché vi vedeva un imbroglio alla montagna: per lui si doveva salire e scendere arrampicando, senza compromessi. Preuss fu, in un certo senso, un incredibile anticipatore di un modo di intendere l’arrampicata che riuscirà a far breccia solo settant’anni più tardi.

Comici, anch’egli, portò l’arrampicata verso la prestazione sportiva, mostrando un’eleganza nel gesto e nell’individuazione della via di salita davvero uniche.

Breve biografia di Emilio Comici


26.06.2009

Luigi Mario, seconda parte

by Giacomo F. Lombardi

Dopo il post del 16 giugno su Luigi Mario, continuiamo la selezione di video su questo personaggio:

25.06.2009

Acquisti online

by Riccardo Brero

Consiglio un sito per gli acquisti www.tuttoarrampicata.it.
E’ nato da poco,ma ha tante cose,è un bel sito e poi è di un amico arrampicatore di Pavia, Francesco……andate a vedere!

manolo01POTHIA, Grecia — Il Mago dell’arrampicata, a 51 anni compiuti, non ha affatto smesso di fare magie. Maurizio Zanolla, per il mondo Manolo, ha centrato la salita a vista dell’8b+ di “Rock and Blues” al settore Olimpic Wall di Kalymnos. “Continuo a sognare - ci dice -. Per me l’arrampicata è ancora un grande gioco”. Anche se, visti i risultati, non si scherza per niente.

Si chiama “Rock and Blues”, si trova nel settore Olimpic Wall ed è il primo tiro di “Galasia Petra”, chiodato da Daniel Dulac in occasione del Kalymnos rock climbing festival del 2004. Una via di 8b+ che Manolo ha risolto a vista, dimostrando che in Italia e nel mondo è ancora in cima alla lista dei migliori.
 
“La via è sopratutto molto bella - ci racconta il Mago -. Supera uno straordinario muro, dapprima leggermente strapiombante e poi verticale, seguendo una colata dai colori quasi indescrivibili. Ha una lunghezza di circa 40 metri e propone un’arrampicata decisamente “tecnica” su piccole liste di ottima qualità. Insomma, proprio congeniale per le mie caratteristiche”.
 
Manolo ha compiuto la salita lo scorso venerdì, 19 giugno. Si trovava infatti con la famiglia in vacanza sull’isola di Kalymnos, paradiso dell’arrampicata libera e meta dei climber di tutto il mondo. Ma l’idea di tentare “Rock and Blues” gli è venuta sul posto.
 
“E’ stata una decisione spontanea e casuale - continua -. Mi è piaciuta molto nell’insieme…E’ situata in una falesia molto in alto rispetto alle altre “classiche” dell’isola, in un anfiteatro davvero particolare dove i colori e le linee particolarmente sinuose la rendono, se mi permetti il termine, molto femminile rispetto allo standard di Kalymnos”.
 
La voglia di scalare insomma, è tutt’altro che svanita. “Continuo a sognare - conclude infatti Manolo -, per me l’arrampicata è ancora un grande gioco e le ultime salite mi hanno permesso di capire che su certe inclinazioni ho ancora un margine di miglioramento, anche se sembra strano a 51 anni. Però purtroppo devo fare i conti con gli acciacchi e saranno loro a decidere mio malgrado
23.06.2009

Gavi Sand Stone

by Giacomo F. Lombardi

Occhio Ramarri!

Per chi non lo sapesse, il numero #68 della rivista Pareti (aprile-giugno’09) contiene cinque pagine dedicate alle nostre falesie di casa: Gavi, Cadepiaggio, Guardamonte.

La rivista costa 5 euro e si trova in edicola (con un po’ di fortuna…). Io l’ho trovata nell’edicola sotto i portici di via Cavour, la più fornita di riviste di montagna in Alessandria. Oltre a Pareti c’è: Rivista della Montagna, Alp, Climbing, Rock&Ice, Grimper, Vertical e, sperando arrivi di nuovo, Alpinist.

Buona lettura a tutti

22.06.2009

www.montagna.ecstore.it

by Giacomo F. Lombardi

Il sito montagna.ecstore.it è una libreria specializzata in guide, manuali, cartografia e film di montagna.

Ho incontrato questo sito abbastanza casualmente, come al solito, durante una delle mie peregrinazioni sulla rete.

Il sito è composto delle seguenti macro-categorie:
- Escursionismo
- Bici
- Alpinismo
- Speleologia
- Canyoning
- Scialpinismo

Ognuna di esse si apre ulteriormente in un ventaglio di sottocategorie. Seguiamone una, ad esempio “Alpinismo”. Nella pagina che si aprirà troveremo a sinistra una sidebar con queste categorie:
Film, Guide di arrampicata, Materiale tecnico, Narrativa. Sotto si troverà inoltre un filtro per regioni geografiche, utile soprattutto per un rapido reperimento di guide, per nazioni, per editore e per autore.
Al momento attuale, sotto la categoria alpinismo, troviamo ben 126 libri disponibili, un buon numero.


L’offerta è davvero buona, con la presenza di alcune rarità, come ad esempio il CD rom su Rocca Sbarua e Lities, quasi introvabile al di fuori del Piemonte (per noi non è un problema) oppure la guida di arrampicata del Piceno (questo mi sa che sia invece più problematico da trovare dalle nostre parti…). Naturalmente ci sono anche le famose guide di Versante Sud Editrice e molto altro.



Purtroppo non è molto ampia la sezione cartografica, ma nel complesso il sito offre una grande quantità di materiale cartaceo e digitale, quantità riscontrabile, forse, solo in pochissime librerie specializzate, tra cui l’eccezionale Libreria La Montagna Editrice di Torino.

Voto: 7.5

Presentato a Bolzano lunedì scorso il progetto di questa maestosa palestra è stato ideato dallo studio di architettura Cino Zucchi e Park Associati di Milano ed avrà un allestimento delle pareti di roccia interne sviluppato dall’ingegner Ralf Preindl.

Potrà ospitare fino a 250 climber per volta occupando una superficie totale di ben 2 chilometri quadrati. Verrà ultimata nel 2011 ed ospiterà il quartier generale di Salewa. La struttura sarà davvero impressionante: duemila metri quadrati di superficie, 24 metri di altezza massima, una parete di 19,5 metri e uno strapiombo di 9,5 metri. Offrirà agli amanti del climbing indoor 90 vie, un impianto bouldering con blocchi all’aperto e una parte è riservata alle scolaresche e alla formazione.

La palestra sarà dotata di un’apertura automatica scorrevole che permetterà di aprire le grandi porte e fare arieggiare l’ambiente

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19.06.2009

Ferentillo 1989 - documento RAI

by Giacomo F. Lombardi

Con questo post inauguriamo una nuova rubrica: “Esercizi di memoria”. Il nome è un saccheggio dal titolo di una famoso programma della terza rete radiofonica della RAI.

Vi propongo un video, come dire, vintage. A vederlo mi sono un po’ emozionato, io che a quell’epoca ero in “prima asilo”.
1989, Ferentillo, Umbria: questa falesia, che oggi annovera più di cinquecento vie, allora era solo un vago germoglio. Anche il freeclimbing non aveva ancora del tutto scalzato la vecchia concezione, militaristica, della montagna. Anni mitici nella nostra memoria e nel nostro immaginario storico, quando l’arrampicata sportiva aveva ancora il profumo della novità, quando solo da tre anni esistevano competizioni (1985, Parete dei Militi, Bardonecchia). Eppure questo ingenuo entusiasmo si dissolse presto; perché, allora come oggi, una cosa che l’arrampicata non è riuscita a scalzare, è il germe del consumismo. Da notare infatti come la stessa voce fuori campo ponga l’accento sui “notevoli interessi commerciali”. Sì, lo sappiamo fin troppo bene.

Buona visione.

chiilinginsouthfrance-7pou1Nato nel 1981 nel Maine, uno degli stati più piatti degli U.S.A, Dave Graham, ha cominciato ad arrampicare nel ‘97 con un suo compagno della squadra di sci. “Lui scalava già, e mi ha chiesto di andare con lui al muro della nostra città. Per due settimane ci sono tornato tutti i giorni. Ho capito immediatamente che arrampicare mi piaceva un sacco. Poi i miei amici hanno cominciato a dirmi che ero bravo. Dopo due mesi ho fatto il mio primo 5.12a, dopo cinque mesi sono arrivato al 5.13a e dopo un anno sono arrivato al 5.14a, allora anch’io ho cominciato a pensare che ero abbastanza forte”.

In quattro anni Dave è diventato uno degli arrampicatori più forti degli States. E conta al suo attivo 26 vie dall’8b+ al 9a. Tra queste alcune vie famose come “Hasta La Vista” 8c\8c+, “To Bolt Or Not To Be” 8b+, “Facile” 8b+ e “The Fly” 9a. Dave forse è il prototipo del nuovo modello di arrampicatore: uscito da una palestra sintetica, superdotato, ipermotivato e già capace di passare dove la nuova generazione ha trovato il suo limite.

“Quando ho cominciato facevo solo boulder, perché non sapevo usare la corda e perché i blocchi sono la cosa piu vicina a casa, a due ore di viaggio. Poi ho imparato a usare i nuts e i friends, così ho cominciato a fare un po’ di ‘traditional climbing’. Solo dopo sono passato alle vie sportive. Ma la mia attività preferita continua a essere il bouldering, solo lì riesco ad esprimermi al massimo. Infatti boulder o vie corte e ‘boulderose’, queste sono le cose più dure che ho fatto dalle mie parti.”

“Negli U.S.A. le cose funzionano come qui in Europa, la nostra federazione non è molto attiva, il nostro stato non fa nulla a favore degli arrampicatori. L’arrampicata per noi (giovani, N.d.R.) è considerata come una attività ricreativa alla stregua dello skate-board o dei videogiochi. Quando devo spiegare ai miei professori che ho bisogno di due settimane di break per andare a scalare mi fanno un sacco di problemi, se dovessi andare a giocare a baseball, invece, non ce ne sarebbero.“Riesco a vivere con i soldi che mi danno i miei sponsor (5-10, Prana, Pusher, Cordless, Sterling, Metolius), ma questo perché non mi concedo nessuna spesa extra, ci sto dentro al pelo. Quindi adesso che ho finito il Liceo penso che m’iscriverò all’Università. Mi piacerebbe fare qualcosa come architettura o design. In ogni caso voglio un lavoro che mi consenta di continuare a scalare, e anche una facoltà universitaria che me lo consenta. Ma all’università l’arrampicata non dà punti, (negli States gli studenti guadagnano dei voti se praticano uno sport, N.d.R.) quindi per guadagnare un po’ di punti dovrò mettermi a giocare a baseball.

“È difficile stabilire chi è un professionista e chi no. Conosco dei non professionisti che scalano tanto quanto dei professionisti, o magari di più. Poi c’è in giro un sacco di gente che si dà delle grandi arie e che, perché viaggia su gradi dove gira poca gente, si sente legittimata a dare dei gradi assurdi. Io prima di affermare che una delle mie vie è 8c devo sudarmela veramente.

qui sotto il video in esclusiva per CLIMBING ADDICTED dei sassi The Buttemilker & Spectre
al Buttemilks CA



 un grazie a Stefano per il passaggio di “DOSAGE” ;)

16.06.2009

Votate, gente, votate!

by Giacomo F. Lombardi

Volete fare una cosa utile? Votate questo sito sulla community di Altervista. Più voti esprimerete e più belli saranno, più visibile sarà il nostro sito.

Grazie!

16.06.2009

Iniziamo la nostra rubrica “Personaggi” con, appunto, un personaggio molto particolare: Luigi Mario. Eccolo ritratto in due filmati, il primo, Raidue, datato 1998, il secondo, Italia uno, datato 1990 (e non 1998 come c’è scritto). Un ritratto più completo e una discussione sulla sua personalità sarà materia dei prossimi post. Per ora, godetevi questo assaggio:









Qui il link al tempio buddhista Scaramuccia.

15.06.2009

Benvenuti, ramarri!

by Webmaster-Amministratore

Il primo post… Beh, pensare di descrivere tutto in poche righe è complicato. Per schiarirvi un poco le idee leggete qui.

Mandateci un’email (giacomo.lombardi@hotmail.it oppure generalcarlitos@gmail.com) se volete unirvi al gruppo e provvederemo a inviarvi nome utente e password, così potrete iniziare a scrivere, a caricare foto e a utilizzare tutto ciò che il nostro sito offre.

Nei prossimi post descriveremo, un pezzo alla volte, tutto il sito.

Nel frattempo, sperando che vogliate aderire numerosi, infatti il sito e il gruppo potrà crescere solo con il vostro contributo, vi salutiamo e vi auguriamo buone arrampicate.

Carlitos (il nostro webmaster)

Giacomo F. Lombardi