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11.10.2009

Ecco la sezione di Matt Hunter contenuta nel video Seasons, prodotto da The Collective. Questo spezzone racconta meglio di mille parole cos’è il Freeride e qual’è la sua filosofia…
No clock, no road, no stress… Only ridin’ fun!

08.08.2009

Un estratto del film “The sharp end”, proiettato al 57° Filmfestival di Trento, che ritrae l’artificialista Ammon McNeely.

25.07.2009

Gaston Rébuffat

Un piccolo assaggio del bellissimo film documentario “Entre terre et ciel” vincitore del Gran Premio al Filmfestival di Trento nel 1961, realizzato da Gaston Rébuffat (1921-1985).

Per chi volesse acquistare il film, è venduto in Italia da Vivalda editori (guardate questa pagina). Purtroppo risulta attualmente esaurito, ma poiché è un classico, non penso sia difficile trovarlo in biblioteca o in qualche mercatino dell’usato.

21.07.2009

Patrick Berhault, ancora

by Giacomo F. Lombardi

Un altro video che ritrae Patrick Berhault, un video forse ancora più impressionante del precedente. Confesso di essermi fermato a guardarlo e riguardarlo, per carpire i segreti della sua eleganza… e voi?

07.07.2009

Metamorfosi

by Giacomo F. Lombardi

Un video davvero insolito che ritrae lo stile, l’eleganza e la meravigliosa pazzia di Patrick Berhault. Dopo averlo visto, non venitemi a dire che con le scarpette bagnate non si arrampica…

30.06.2009

l’animale dell’arrampicata

La figura di Emilio Comici (1901-1940) è qualcosa di assolutamente irripetibile, di isolato. Non tanto, o meglio, non solo perché fu il primo ad aprire una scuola di alpinismo (1929) o uno dei pochissimi a praticare in maniera studiata un allenamento specifico per l’alpinismo, cosa quest’ultima che suscitò aspre critiche da parte di molti suoi contemporanei, tra cui Ettore Castiglioni.

Emilio Comici, per quanto figlio del tempo suo nel linguaggio, nella retorica e nella concezione ancora militaristica della montagna, resta tuttavia un alieno. Infatti la sua figura è spesso accostata a Paul Preuss (1886-1913), il quale rifiutava qualsiasi mezzo artificiale nella scalata, persino la corda doppia, perché vi vedeva un imbroglio alla montagna: per lui si doveva salire e scendere arrampicando, senza compromessi. Preuss fu, in un certo senso, un incredibile anticipatore di un modo di intendere l’arrampicata che riuscirà a far breccia solo settant’anni più tardi.

Comici, anch’egli, portò l’arrampicata verso la prestazione sportiva, mostrando un’eleganza nel gesto e nell’individuazione della via di salita davvero uniche.

Breve biografia di Emilio Comici


26.06.2009

Luigi Mario, seconda parte

by Giacomo F. Lombardi

Dopo il post del 16 giugno su Luigi Mario, continuiamo la selezione di video su questo personaggio:

19.06.2009

Ferentillo 1989 - documento RAI

by Giacomo F. Lombardi

Con questo post inauguriamo una nuova rubrica: “Esercizi di memoria”. Il nome è un saccheggio dal titolo di una famoso programma della terza rete radiofonica della RAI.

Vi propongo un video, come dire, vintage. A vederlo mi sono un po’ emozionato, io che a quell’epoca ero in “prima asilo”.
1989, Ferentillo, Umbria: questa falesia, che oggi annovera più di cinquecento vie, allora era solo un vago germoglio. Anche il freeclimbing non aveva ancora del tutto scalzato la vecchia concezione, militaristica, della montagna. Anni mitici nella nostra memoria e nel nostro immaginario storico, quando l’arrampicata sportiva aveva ancora il profumo della novità, quando solo da tre anni esistevano competizioni (1985, Parete dei Militi, Bardonecchia). Eppure questo ingenuo entusiasmo si dissolse presto; perché, allora come oggi, una cosa che l’arrampicata non è riuscita a scalzare, è il germe del consumismo. Da notare infatti come la stessa voce fuori campo ponga l’accento sui “notevoli interessi commerciali”. Sì, lo sappiamo fin troppo bene.

Buona visione.

chiilinginsouthfrance-7pou1Nato nel 1981 nel Maine, uno degli stati più piatti degli U.S.A, Dave Graham, ha cominciato ad arrampicare nel ‘97 con un suo compagno della squadra di sci. “Lui scalava già, e mi ha chiesto di andare con lui al muro della nostra città. Per due settimane ci sono tornato tutti i giorni. Ho capito immediatamente che arrampicare mi piaceva un sacco. Poi i miei amici hanno cominciato a dirmi che ero bravo. Dopo due mesi ho fatto il mio primo 5.12a, dopo cinque mesi sono arrivato al 5.13a e dopo un anno sono arrivato al 5.14a, allora anch’io ho cominciato a pensare che ero abbastanza forte”.

In quattro anni Dave è diventato uno degli arrampicatori più forti degli States. E conta al suo attivo 26 vie dall’8b+ al 9a. Tra queste alcune vie famose come “Hasta La Vista” 8c\8c+, “To Bolt Or Not To Be” 8b+, “Facile” 8b+ e “The Fly” 9a. Dave forse è il prototipo del nuovo modello di arrampicatore: uscito da una palestra sintetica, superdotato, ipermotivato e già capace di passare dove la nuova generazione ha trovato il suo limite.

“Quando ho cominciato facevo solo boulder, perché non sapevo usare la corda e perché i blocchi sono la cosa piu vicina a casa, a due ore di viaggio. Poi ho imparato a usare i nuts e i friends, così ho cominciato a fare un po’ di ‘traditional climbing’. Solo dopo sono passato alle vie sportive. Ma la mia attività preferita continua a essere il bouldering, solo lì riesco ad esprimermi al massimo. Infatti boulder o vie corte e ‘boulderose’, queste sono le cose più dure che ho fatto dalle mie parti.”

“Negli U.S.A. le cose funzionano come qui in Europa, la nostra federazione non è molto attiva, il nostro stato non fa nulla a favore degli arrampicatori. L’arrampicata per noi (giovani, N.d.R.) è considerata come una attività ricreativa alla stregua dello skate-board o dei videogiochi. Quando devo spiegare ai miei professori che ho bisogno di due settimane di break per andare a scalare mi fanno un sacco di problemi, se dovessi andare a giocare a baseball, invece, non ce ne sarebbero.“Riesco a vivere con i soldi che mi danno i miei sponsor (5-10, Prana, Pusher, Cordless, Sterling, Metolius), ma questo perché non mi concedo nessuna spesa extra, ci sto dentro al pelo. Quindi adesso che ho finito il Liceo penso che m’iscriverò all’Università. Mi piacerebbe fare qualcosa come architettura o design. In ogni caso voglio un lavoro che mi consenta di continuare a scalare, e anche una facoltà universitaria che me lo consenta. Ma all’università l’arrampicata non dà punti, (negli States gli studenti guadagnano dei voti se praticano uno sport, N.d.R.) quindi per guadagnare un po’ di punti dovrò mettermi a giocare a baseball.

“È difficile stabilire chi è un professionista e chi no. Conosco dei non professionisti che scalano tanto quanto dei professionisti, o magari di più. Poi c’è in giro un sacco di gente che si dà delle grandi arie e che, perché viaggia su gradi dove gira poca gente, si sente legittimata a dare dei gradi assurdi. Io prima di affermare che una delle mie vie è 8c devo sudarmela veramente.

qui sotto il video in esclusiva per CLIMBING ADDICTED dei sassi The Buttemilker & Spectre
al Buttemilks CA



 un grazie a Stefano per il passaggio di “DOSAGE” ;)

16.06.2009

Iniziamo la nostra rubrica “Personaggi” con, appunto, un personaggio molto particolare: Luigi Mario. Eccolo ritratto in due filmati, il primo, Raidue, datato 1998, il secondo, Italia uno, datato 1990 (e non 1998 come c’è scritto). Un ritratto più completo e una discussione sulla sua personalità sarà materia dei prossimi post. Per ora, godetevi questo assaggio:









Qui il link al tempio buddhista Scaramuccia.